Sopravvivere ad un valanga

A tanti piace andare in montagna in inverno. La neve è una cosa bellissima da potersi gustare, sciando, camminando, ciaspolando. Per qualunque motivo andiamo in montagna in inverno in presenza di neve, è bene stare attenti e prepararsi ad un grande pericolo con cui possiamo confrontarci: le valanghe o slavine.
Per questo è giusto sapere cosa accade e cosa possiamo fare in caso ci troviamo in una situazione simile.

Cos’è una valanga

La valanga è un massa di neve che precipita a valle ingrossandosi progressivamente e trascinando con se tutto quello che incontra.

Cos’è una slavina

Slavina o Lavina è frana di neve bagnata che scivola da un pendio montano, di solito di primavera.

Come essere preparati

Può essere che per tutta la nostra vita andiamo in montagna in inverno e non ci capita niente, ma onestamente, non ho mai avuto modo di chiedere a uno dei tanti morti causa valanghe cosa ne pensasse in merito, ma quasi sicuramente non era completamente pronto o equipaggiato per affrontare quella situazione che lo ha portato a morire in un momento che avrebbe dovuto essere di piacere o relax.

Iniziamo con le cose basilari:

  • Non fare escursioni da soli (minimo in due) e comunicare sempre l’itinerario e meta a qualcuno, oppure lasciarla scritta in un posto accessibile da altri. In alcuni casi alcune vittime sono state trovate giorni dopo in quanto nessuno sapeva della loro escursione o il percorso da loro svolto.
  • Consultare sempre il bollettino meteo, verificare che condizioni meteo sono previste sulla zona in cui andremo a fare delle escursioni, Alcuni alpinisti esperti sono stati coinvolti da valanghe causate da bufere di neve previste nel bollettino meteo. Se il tempo cambia rapidamente e vi sembra che inizia una bufera di neve non prevista è meglio scendere ed avere salva la vita.
  • Consultare sempre il bollettino nivo-meteo della zona dove è prevista l’escursione. Basta cercare anche su google il bollettino nivo meteo della propria regione. In caso il grado sia superiore a due bisogna valutare se rischiare di andare o rinunciare.
  • Avere nello zaino tutto il necessario (ricambi di abbigliamento, coperta di sopravvivenza (regolatore termico), pila, fischietto, termos termico). Per esempio potrebbe essere utile acquistare delle borse di sopravvivenza SIAMOIS, costano su Amazon circa 30€, ma hanno molte cose che possono essere utili. Il kit SIAMOIS è composta per Proteggere: da una coperta si sopravvivenza( regolatore termico), accendino a magnesio che permetta di accendere un fuoco in tutte le condizioni; per Dare L’Allarme e Localizzare: un bastone luminoso CYALUME (12 ore di affidabilità 100% di emergenza luminosa per la sicurezza di tutti) specchio segnale (individuabile fino a 16 km), fishio (segnaletica terrestre e marittima), guida di sicurezza (numero di emergenza UE), striscia di carta con scorciatoie di scala, tessera di informazioni individuale (fonte di informazioni preziose: gruppo sanguigno allergie, ecc..).
  • Abbigliamento, calzature e attrezzatura adeguate alla zona e alla stagione
  • Usare sempre giudizio e consapevolezza, conoscere sé stessi e i propri limiti (fisici e mentali) è importantissimo, così come anche le altre persone che camminano con noi.

Già con quanto sopra siamo a buon punto, diciamo che sono le regole base per ogni tipo di escursione estiva o invernale che sia. Una cosa che però non ci può mancare per fare alpinismo invernale è il kit di sopravvivenza da valanga.

Questo kit non deve mai mancare nello zaino di ogni alpinista o escursionista invernale.

Kit di sopravvivenza da valanga

Il kit è composto da ARVA, pala, sonda, lifebag e airpocket.

L’autosoccorso, cioè l’utilizzo dell’Arva, della pala e della sonda leggera da valanga, da parte di tutti i componenti delle escursioni al di fuori delle aree controllate, rappresenta la maggior garanzia di successo nell’intervento di soccorso in caso di valanghe.

pngif15_002Cos’è l’ARVA

L’apparecchio ricetrasmittente ricerca valanghe è poco più grande di un walkman e va fissato al corpo con delle cinghie. Mai dimenticarlo nello zaino. Invia un segnale di identificazione. Se uno sciatore finisce sotto una valanga, i compagni commutano i loro Arva dalla fase di emissione a quella di ricezione e vengono guidati dal suono che si fa tanto più forte quanto più ci si avvicina alla vittima, e la localizzano. Per molti la consuetudine è di accendere l’Arva solo quando il pericolo diventa evidente, dimenticando come questo ragionamento sia erroneo visto che la valanga sorprende anche quando uno meno se lo aspetta.

A-Life

Evoluzione dell’Arva, è un computer portatile che oltre al segnale per la localizzazione trasmette dati sulla salute dell’infortunato: battito cardiaco, respirazione, livello di ossigeno nel sangue. E’ stato presentato nei giorni scorsi all’Istituto Federale Svizzero di Tecnologia.


pn15_060Sonda e pala

Se l’Arva indica l’area in cui si trova la vittima, occorre però disporre di sonde per identificarla (quando si è immersi in una distesa bianca è difficile ricordarsi il punto esatto di dove l’ARVA segnala che c’è una persona, ed eviteremo di scavare a vuoto) e di pale per disseppellirla. Senza questi due attrezzi l’Arva perde gran parte
della sua efficacia. Scavare nella neve con le mani è un’impresa praticamente impossibile

pn15_061Lifebag (Airbag da zaino)

Si gonfia e permette a chi viene travolto di galleggiare sopra la neve.

Airpocket
E’ un palloncino con scorta d’aria che consente di respirare anche sepolti sotto molti metri di neve.

Come spalare la neve

In caso un vostro compagno di escursione venga travolto da una valanga, la prima cosa fa fare è avvisare i soccorsi nel modo più rapido possibile. Se noi siam rimasti sul posto possiamo utilizzare il nostro ARVA impostando il segnale in ricezione per cercare la persona sommersa. Una volta trovata impiantare la sonda e iniziare a scavare. E’ molto importante la tecnica di scavo. Allego un file che spiega quale possono essere alcune tecniche di scavo anche se fossimo soli.

Alcuni video utili in merito, vi consiglio di visionarli.

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