Rosetta, luce verde a prima perforazione suolo cometa

Il trapano italiano è entrato in azione per tentare la prima perforazione di un fossile del Sistema Solare, a 500 milioni di chilometri dalla Terra. Si prepara il terzo primato della missione Rosetta, dopo il viaggio di dieci anni nel quale la sonda dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa) ha attraversato il Sistema Solare per raggiungere la cometa 67/P Chyuriumov-Gerasimenko e l’avventurosa discesa del lander Philae sul suolo accidentato della cometa.

Dopo un’altra notte di lavoro, il centro di controllo della missione ha dato il via alla perforazione, in una corsa contro il tempo. Le batterie di Philae potrebbero infatti non durare a lungo perchè Philae poggia ancora soltanto su due zampe, mentre la terza è rivolta verso l’alto, e in più si trova in un avvallamento. Di conseguenza è illuminato un unico pannello solare. “Non sappiamo quanto siano cariche le batterie, né quanto la temperatura e altri fattori possano scaricarle rapidamente”, ha detto Enrico Flamini, coordinatore scientifico dell’Agenzia Spaziale Italiana (Asi), che ha progettato il lander con le agenzie spaziali di Francia (Cnes) e Germania (Dlr). Il trapano SD2 è uno dei dieci strumenti di Philae ed è tutto italiano: è stato ideato e progettato dal gruppo del Politecnico di Milano coordinato da Amalia Ercoli Finzi, e costruito dalla Selex Es (gruppo Finmeccanica). La perforazione dura circa due ore, dopodichè i campioni raccolti dal trapano vengono distribuiti e analizzati a tre strumenti di Philae chiamati Ptolemy, Cosac (COmetarySAmpling and Composition) e Civa (Comet Nucleus Infrared and Visible Analyzer).

L’analisi richiederà un’altra ora, quindi i dati sanno inviati alla sonda Rosetta, che li invierà al centro di controllo dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa) in Germania, a Darmstadt. ”I campioni saranno riscaldati in modo da poter analizzare i gas e individuare gli elementi chimici, parallelamente viene analizzata la struttura del materiale prelevato”, ha spiegato il ‘pilota’ di Rosetta, Andrea Accomazzo, responsabile delle operazioni della missione. Intanto si sa che le batterie del lander sono destinate ad esaurirsi in breve tempo. Quando questo accadrà ”Philae si spegnerà in automatico ed entrerà in ibernazione”, ha detto ancora Accomazzo. Le cose potrebbero cambiare nel momento in cui la cometa si riavvicinerà al Sole: ”quando le stagioni sulla cometa cambieranno – ha concluso – il lander potrebbe riattivarsi. Noi continueremo ad ascoltarlo”.

“È un giorno storico, dobbiamo essere orgogliosi che la tecnologia italiana abbia contribuito a portare” la missione Rosetta dell’Agenzia Spaziale Europea “fin laggiù”. Lo scrive su Twitter il presidente del Consiglio Matteo Renzi, che accompagna al messaggio l’hashtag “#CometLanding”.

La cometa di Rosetta sembra più antica del previsto, più polverosa di quanto immaginato e potrebbe essersi formata nella stessa regione dei pianeti rocciosi come la Terra: sono le prime conclusioni che arrivano dall’analisi dei suoi grani raccolti dallo strumento italiano Giada (Grain Impact Analyser and Dust Accumulator). ansa.it

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