La piccola Russia del Feltrino

Il detto cita:”Se vuoi vedere l’inferno, vai Trento d’estate e a Feltre d’inverno”. Infatti il Feltrino è molto particolare come temperatura. Nel feltrino, di preciso nella piana fra Anzù e Villaga (le campose), d’inverno si crea un clima particolarmente freddo, dovuto anche alla quasi perenne ombra invernale del monte Tomatico.

In questa zona, conosciuta anche come la piccola Russia, la brina si accumula in continuo, dando vita a un paesaggio molto particolare.

Il Feltrino è il territorio che circonda la città di Feltre. Vi possono essere ricondotti i dodici comuni della Provincia di Belluno raccolti nell’Unione Montana Feltrina.

Il Feltrino si incunea tra le prealpi Bellunesi, a sud, e le Alpi Feltrine, a nord, comprendendo l’estremità occidentale della Valbelluna e, in particolare, il bacino dello Stizzon e la bassa valle del Cismon. Coinvolge altresì la cosiddetta stretta di Quero, dove la valle del Piave si restringe insinuandosi fra il gruppo del Grappa e il monte Cesen per poi riaprirsi in provincia di Treviso.

Il notevole valore naturalistico dell’area ha portato all’istituzione di numerose zone protette, tra le quali spicca il Parco nazionale delle Dolomiti Bellunesi.

Il Feltrino cominciò a definirsi a partire dall’epoca romana, quando all’antica Feltria, costituita in municipium, venne assegnata una giurisdizione territoriale. Secondo Luciano Lazzaro, essa era delimitata a nord dalla val Canzoi e a est dal Cordevole (oltre il quale si trovava il distretto Bellunum); a ovest si estendeva anche sulla Valsugana, come dimostra un’iscrizione individuata sul monte Pergol, nei pressi del passo Manghen[1].

Sul finire del X secolo il conferimento del potere temporale al vescovo di Feltre rese ancor più precisi i confini del Feltrino che andarono a costituire una contea. Esso non coincideva con la diocesi poiché comprendeva anche pievi dipendenti da Padova (Arsiè e Fonzaso) e da Belluno (San Gregorio e Sospirolo); viceversa, località oggi considerate feltrine (la zona attorno a Quero), erano incluse nel Trevigiano.

Nel corso del Trecento, tuttavia, una serie di sconvolgimenti politici indebolirono l’influenza vescovile, riducendo l’estensione del territorio: in particolare, il Primiero entrò nell’orbita della contea del Tirolo, mentre la Valsugana passò al principato vescovile di Trento.

Nel 1404, la spontanea dedizione di Feltre alla Serenissima poneva fine alla contea vescovile: la città fu messa a capo di un distretto al cui vertice stava un podestà veneziano. Questa situazione si conservò sino alla caduta della Repubblica, nel 1797.

Con le amministrazioni francese e austriaca il Feltrino assunse la fisionomia attuale in quanto l’istituzione della provincia di Belluno vide l’aggregazione dei comuni trevigiani di Alano, Quero, Vas.

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