La grande nevicata 30 anni fa

Il gennaio del 1985 è ricordato in Italia come il mese più freddo degli ultimi anni, dato che ci sono stati diversi record di basse temperature.

pn15_018Al Nord si andava dai -22°C di Piacenza ai -7°C di Genova, passando per i -19°C di Brescia e Ferrara, -16°C di Rimini, -15°C di Udine -14°C di Milano; al Centro valori incredibili, come ad esempio i -23°C di Firenze e L’Aquila, i -20°C di Arezzo, i -19°C di Frosinone, ma anche i -11°C di Roma. In queste giornate in cui anche di giorno si rimaneva sottozero, ghiacciarono molti corsi d’acqua fra cui anche diversi tratti di grandi fiumi come l’Arno. Queste temperature glaciali da un lato fanno venire i brividi, dall’altro ci fanno comprendere come fosse assolutamente “semplice” per un’eventuale perturbazione entrare in gioco e generare nevicate al Centronord avendo a disposizione questa base gelida. La perturbazione, in effetti, arrivò e si trattò di una “signora” perturbazione, una di quelle che in un’altra stagione avrebbe provocato eventi alluvionali, ma che in questo contesto ha determinato certo abbondanti precipitazioni, ma più che altro nevose.

pn15_020Giunse sull’Italia il giorno 13 gennaio accompagnata da un minimo di bassa pressione centrato a ovest della penisola il quale contribuì a richiamare correnti sciroccali miti e cariche di nubi e precipitazioni che, scivolando sopra il cuscinetto gelido, ha generato appunto le cospicue nevicate. Questa circolazione atmosferica rimase bloccata fino al giorno 17 quando finalmente la perturbazione riuscì a sgusciare fuori dal Mediterraneo centrale allontanandosi definitivamente verso la Grecia e la Turchia.

pn15_019In totale furono, quindi, 4-5 giorni di precipitazioni continue che generarono un manto nevoso di oltre mezzo metro in molte città del Nord che rimasero letteralmente paralizzate. Ad esempio a Milano, dove l’evento fu a ragione definito “la nevicata del secolo”, in totale si accumulò circa un metro di neve e, oltre ai conseguenti notevoli disagi alla viabilità si verificarono molti danni collaterali, i più famosi dei quali furono certamente il crollo del tetto del velodromo Vigorelli e dell’intero nuovo palazzo dello sport in zona San Siro.

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