Ebola: infermiera in quarantena in New Jersey, trattata come una criminale

Infuocano le polemiche negli Stati Uniti dopo la quarantena di 21 giorni imposta agli aeroporti Jfk e Newark per il personale medico di ritorno dai tre Paesi africani piu’ colpiti da Ebola. Una delle infermiere appena tornata dalla Sierra Leone, e posta in isolamento ha criticato aspramente le nuove, rigide, regole sostenendo che gli operatori sanitari vengono trattati come “criminali e prigionieri”. Kaci Hickox ha raccontato di essere stata messa in quarantena dove e’ risultata negativa al test del virus per due volte; l’ospedale pero’ le ha comunque detto che deve rimanere in isolamento per 21 giorni. “Non e’ una situazione cha auguro a nessuno e temo per coloro che lo dovranno affrontare dopo di me”, ha detto al giornale locale. E ancora: “Ho visto bambini morire da soli, mente il mondo si girava dall’altra parte, cercando di aiutarli il piu’ possibile. Qui sono stata tenuta chiusa in una stanza per ore, al freddo, senza nessuno che mi dicesse nulla. Penso ai colleghi che rientreranno. Saranno posti allo stesso trattamento da criminali”?. La misura della quarantena agli aeroporti e’ stata decisa dopo il ricovero del primo paziente di Ebola a New York, il medico Craig Spencer, tornato dalla Guinea.

“E’ veramente un comportamento estremo e inaccettabile e mi sento come se i miei diritti siano stati violati”, ha poi detto l’infermiera Kaci Hickox alla Cnn. Secondo il dottor Anthony Fauci, direttore dell’Istituto Nazionale di allergie e malattie infettive, le misure adottate nei due aeroporti potrebbero scoraggiare gli operatori sanitari ad aiutare nella lotta all’Ebola in Africa, che finirebbe per mettere in pericolo gli Stati Uniti. “Sono preoccupato che possa diventare un deterrente per gli operatori sanitari”, ha detto il dottor Fauci alla Cnn. “Uno dei modi migliori per fermare l’Ebola e’ di far arrivare gli operatori sanitari in Africa”, ha aggiunto. Il medico ha poi riconosciuto che molti americani hanno perso fiducia negli sforzi del governo federale per fermare l’epidemia del virus. Lo stesso ambasciatore americano presso le Nazioni Unite, Samantha Power, ha espresso preoccupazioni su una probabile stigmatizzazione degli operatori sanitari. “Ne abbiamo bisogno di molti di piu’ di quelli presenti” ora in Africa, ha detto. “E dobbiamo trovare il modo di trattarli, al loro rientro, come eroi e non criticarli per il lavoro enorme che hanno fatto”, ha aggiunto prima di partire per i Paesi affetti dall’Ebola. (ANSA).

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