Amatrice: una città distrutta

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Amatrice è un comune italiano di 2 650 abitanti della provincia di Rieti nel Lazio. Fino al 1927 faceva parte della provincia dell’Aquila, in Abruzzo e, dal 1265 al 1861, per circa 600 anni, è stato parte integrante del giustizierato d’Abruzzo e della provincia Abruzzo Ultra II, nel distretto di Cittaducale, con capoluogo L’Aquila.

Fa parte della Comunità montana “Velino” ed è sede del polo agroalimentare del Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, dal 2015 è entrata a far parte del Club “I borghi più belli d’Italia”.
Amatrice è situata al centro di una conca verdeggiante, incastonata a sua volta in un’area al confine di ben 4 regioni: Lazio, Umbria, Marche e Abruzzo, in una zona strategica di passaggio tra versante adriatico e quello tirrenico, nell’alto bacino idrografico del fiume Tronto.

Il suo territorio si articola in un altopiano centrale con un’altitudine compresa tra i 900 e i 1000 metri, ospitante il lago di Scandarello, un bacino artificiale ottenuto mediante lo sbarramento del rio Scandarello nel 1924, e circondato da rilievi che sul lato orientale superano i 2400 metri, in corrispondenza della dorsale principale dei Monti della Laga. Nel comune di Amatrice è inclusa la cima del Monte Gorzano (2458 m), la vetta più alta del Lazio, mentre sulla stessa linea spartiacque si ergono anche le cime di Pizzo di Moscio, Cima Lepri e Pizzo di Sevo tutte sopra i 2400 m di quota.

A differenza degli altri gruppi appenninici, la catena della Laga non è costituita di calcari, bensì di rocce poco permeabili, quali arenarie e marne, che rendono molto limitata l’infiltrazione delle acque piovane nel sottosuolo. Ciò permette l’esistenza di un gran numero di sorgenti perenni, distribuite sin quasi sulle vette, che alimentano la circolazione superficiale. Questo territorio, quindi, a differenza delle altre montagne dell’Appennino centrale, si presenta verdeggiante e ricco d’acqua durante tutto l’anno.

Salendo dalla conca verso le cime, si abbandonano i coltivi e i boschi prevalentemente formati di cerro, castagno e pioppo, per entrare poi nelle caratteristiche faggete di montagna. Il bosco si spinge così sino a circa 1800 metri di quota, per lasciare quindi lo spazio alla prateria d’altitudine che, all’inizio dell’estate, subisce l’effetto del fenomeno della fioritura. In questo contesto assumono particolare rilievo i numerosi fossi che scendono verso valle con un continuo susseguirsi di salti di roccia. Questi, nella fascia d’altitudine compresa tra 1300 metri e 1600 metri di altitudine, formano cascate con dislivelli anche di 70-80 metri che, spettacolari in primavera per la portata d’acqua dovuta al disgelo, assumono toni suggestivi in inverno per l’abbondante ghiaccio che le riveste.

Dal 1991 il territorio amatriciano è incluso nel Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga cui la cittadina dedica un piccolo parco turistico-fotografico con annessa l’intera planimetria-altimetria 3D.

Il terremoto

Il 24 agosto 2016 è stato colpito da un terremoto di magnitudo 6,0, con epicentro nella stessa Accumoli, che ha causato 229 vittime.

La scuola Capranica di Amatrice, se non fosse crollata col terremoto, avrebbe ospitato presto un nuovo cantiere. Lavori definiti “urgenti” pur essendo stati banditi appena tre anni dopo l’ultima ristrutturazione, e che avrebbero dovuto riguardare il tetto e non i pilastri. Appalto affidato con gara, vinta da un’impresa finita in un’indagine sulla ricostruzione post terremoto a L’Aquila. Mentre l’inchiesta aperta dalla Procura di Rieti muove i primi passi, e i magistrati valutano la possibilità di disporre una superperizia sui crolli, dalle carte dell’edificio scolastico del comune reatino emergono nuovi retroscena. La preside della Capranica è stata informata dell’intervento al tetto pochi giorni prima del sisma. “Ho fatto dei sopralluoghi e non ho visto alcun tipo di adeguamento antisismico”, sostiene il geologo e docente all’università dell’Aquila Antonio Moretti. “Avrebbero dovuto mettere le ancore di ferro ai pilastri e le reti elettrosaldate sulle mura, ma non ne vedo traccia tra le macerie “. Il presunto miglioramento antisismico del 2012 costò 700 mila euro.

Anche il sito polloninotes.com promuove la raccolta fondi per il territorio del centro Italia duramente colpito dal terremoto il 24 Agosto 2016.

Donazioni per il comune di Amatrice
Iban: IT 13 W 08327 73470 000000005050

Ringraziamo anticipatamente quanti vorranno partecipare

 

Fonti:
wikipedia.it
repubblica.it

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